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Quaranta liste

Sono una quarantina le liste per le elezioni comunali. Nonostante siano necessarie dalle 1000 alle 1500 firme, evidentemente molti non hanno difficoltà a raccoglierle, sicché il lenzuolo elettorale sarà decisamente variopinto.

La CdL, che candida Letizia Moratti, è una coalizione di tredici partiti molto variegata: oltre ai classici, ci sono i nazionalpopolari di Sos Italia (ricordate Maurizio Scelli?), i fascisti della Fiamma e di Azione Sociale, i socialisti e i democristiani.
Nella coalizione anche due liste di pensionati.
Fiore all'occhiello le due liste civiche volute dalla signora Moratti: la lista adulta (piena di nomi eccellenti) e la lista giovane (età media sotto i trent'anni, guidata da un cristiano evangelico).

L'Unione risponde con Bruno Ferrante e undici partiti. Oltre ai classici partiti di sinistra, la lista civica del candidato a sindaco, quella di Dario Fo (e di Basilio Rizzo, stakanovista del consiglio comunale), pensionati e consumatori.

Presenti gli Umanisti, come sempre a Milano (contano un consigliere di zona uscente). Candidano Valerio Colombo e propongono in primis una città multietnica, parlano di diritto alla casa (senza però arrivare a proporre l'esproprio delle case sfitte) e di redistribuzione del reddito tramite il Comune.

Gabriele Pagliuzzi è l'altro candidato spesso presente negli ultimi appuntamenti elettorali. Il suo partito (Liberali per l'Italia) si è alleato per l'occasione con Europa Federale. Il programma dei Liberali per l'Italia è attento alle nuove emergenze (la spirale di solitudine degli anziani, ad esempio) senza cadere nell'assistenzialismo pubblico. Ma nel documento si parla anche di viabilità, riconversione degli impianti di riscaldamento, attenzione alla ricerca universitaria, ai giovani e all'arte, e soprattutto del rilancio del turismo a Milano.

I Carc, il cui fondatore Giuseppe Maj è in clandestinità in Francia, candidano Pietro Vangeli, il loro segretario nazionale, per la Lista Comunista. Il programma è focalizzato sui diritti degli operai e degli immigrati, nella visione della lotta di classe e con l'obiettivo di una società socialista.

Marco Marsili stavolta non ci riprova in prima persona. L'ondivago giovane marito di Viola Valentino, ex Verdi, poi fondatore di Milano Città Metropolitana (con la Colli, all'ultimo momento, alle provinciali 2004, quindi CdL), poi fondatore dei Liberaldemocratici (da soli alle regionali 2005), poi vicino a Di Pietro (con cui ha stretto un accordo elettorale alle politiche 2006, quindi Unione), è ora il paciere dell'alleanza tra Liberaldemocratici e Socialisti di Bobo Craxi (un clone della Rosa nel Pugno?), da cui è nata una lista che candida a sindaco Ambrogio Crespi.
Per l'occasione si è unita alla lista anche la pattuglia dei LeAli, monarchici già noti per aver provato la candidatura alle politiche senza tuttavia presentare firme, e già in contatto con i Liberali di Gabriele Pagliuzzi. Ondivaghi anche loro?
Crespi sarà comunque sostenuto anche da due liste sconosciute: "No ICI" (beata gioventù) e "Polo di Centro".

Cesare Fracca, leader dei "trenta-quarantenni" nati da una lettera al Corriere della Sera, è candidato con il suo movimento, Vivere Milano. Tra le liste civiche, è quella ad aver goduto di maggiore visibilità mediatica.

Giorgio Ballabio, noto organizzatore di eventi notturni e culturali, guida un'altra lista civica, La Tua Milano, che punta su pochi programmi: traffico più scorrevole, grandissimi parcheggi fuori città, sportello di contatto coi cittadini e via i mendicanti dalle strade.

Candidati minori sono l'ex ciclista (ed ex Udc) Sante Gaiardoni (lista omonima: nel programma, più sport e anche più Viagra), Roberto Bianchessi (Italia futura), Guido Marzani (Progresso sociale) e Roberto Formigoni (non è il presidente della Lombardia ma un omonimo alla guida di "Gaia Pacs").

Infine, la candidatura di Beniamino Saibene, che guida la lista civica più credibile, "Questa è una città", legata all'Associazione Esterni: più di dieci anni di attività culturale a Milano, tra cui il Milano Film Festival, sono un eccellente biglietto da visita per avere qualcosa di serio da dire, sull'idea della Milano di domani, al di là della mera presenza sulla scheda elettorale.

Pubblicato il 30/4/2006 alle 17.21 nella rubrica Milano e provincia.

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