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Nervosismo a sinistra

C'è nervosismo nell'aria. Alla Casa del Popolo di Brugherio, dietro le bandiere di quasi tutti i partiti dell'Unione (compresa RnP, escluso PdCI), un po' si brindava anticipatamente, un po' ci si toccava i coglioni, ieri sera.
Gli amici di sinistra stan facendo gli scongiuri ed evitano di parlare di politica, per loro il "momento di riflessione" è letterale, non li porti sul duello Prodi vs. Berlusconi nemmeno se li paghi.
I quotidiani di tutto il mondo (vedi NewsGoogleIt e sfoglia in basso le varie lingue) puntano sulla figura di Berlusconi per parlare di queste elezioni: "ancora al potere... o in prigione", titola l'Indipendent in Gran Bretagna.
Su Macchianera è aperto il dibattito tra il tenutario del blog, Gianluca Neri, che ha già fatto professione d'astensione, e gli altri possessori di password, che non ci vanno giù teneri.
Ad esempio, "The Petunians" scrive: "Il primo che “io non voto uno come Prodi” e poi Prodi perde e quello si lamenta di Berlusconi, vado lì e gli dò una manata sulla nuca che la racconta ai nipoti".

Altri blog sparsi nella rete sono dello stesso tono: se Prodi non vi va bene, e vi astenete, non lamentatevi dopo, ci rivediamo nel 2011.
E' una vera chiamata alle armi. La pacatezza e la remissività con cui Prodi ha cercato d'impostare la sua campagna elettorale vanno a ramengo, riaffiora l'odio per l'avversario pelato, nano, ladro eccetera. L'ex eurodeputato di Rifondazione Dacia Valent, che ora invita a votare PdCI anche se preferirebbe la rivoluzione, ci va giù duro: vuole leggi ad (o meglio, contra) personam, vuole una galera per "tutti i membri del disciolto governo delle destre", la "dissoluzione ad aeternum di LN, FI e AN", e via esplodendo.

C'è nervosismo a sinistra. E credo che ciò sia dovuto a una consapevolezza molto difficile da digerire per i comunisti e i diessini: la consapevolezza che l'Unione, se vince, vince con voti di destra. Vince con tanti Montanelli che si sono stancati della CdL (ne conosco sei o sette) e voteranno la Margherita o la Rosa nel Pugno. Vince con tanti ex disillusi, ex astensionisti di professione, ex "la politica non m'interessa", ex "non voto perché non serve", che voteranno la Rosa nel Pugno (ne conosco una decina). Se vince.
E' quindi un nervosismo double-face. Da una parte la chiamata alle armi contro il "nano", dall'altra la chiamata alle armi per i partiti di sinistra, perché la critica degli astensionisti à la Gianluca Neri è una critica da sinistra, il loro astensionismo farà mancare voti a Prc, Verdi, PdCI e Ds, favorendo indirettamente il centro dell'Unione (Prodi, i poteri forti, l'alta borghesia) e i liberal-liberisti della Rosa nel Pugno: il siparietto a Ballarò tra Fausto Bertinotti e Emma Bonino sulla questione Alitalia, ecco cosa temono maggiormente gli elettori di sinistra.

E si toccano, e scongiurano. Intanto l'Italia vota: 17% d'affluenza a mezzogiorno.

Pubblicato il 9/4/2006 alle 13.45 nella rubrica Politica italiana.

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