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I cattolici della politica e la pena di morte

Uno dei commenti più diffusi è che è sbagliato che la politica speculi sulla morte di Tommy. La consegna del silenzio è la migliore reazione dell'Italia anonima, silenziosa, sofferente.
Vero. Ma i politici non hanno taciuto. Il sen. Pirovano (Lega Nord) e Alessandra Mussolini hanno chiesto la pena di morte senza mezzi termini, invocando il primo la riforma del codice penale, la seconda un referendum, dimenticando che bisognerebbe invece, per assecondare le loro pulsioni, intervenire sulla Costituzione.

Altri politici non sono stati da meno. Rizzo, dei Comunisti Italiani, invoca l'ergastolo senza sconti di alcun genere. Il parlamentare Salvatore Buglio, ex Ds ora Rnp, afferma che non può esservi redenzione in un caso del genere. Buglio sta coi Radicali e tra i Radicali vi è un gruppo minoritario "abolizionista" che propone, appunto, l'abolizione del carcere, seppur solo per i reati non di violenza: chissà se si sono parlati al telefono.

Siccome però al peggio non v'è mai fine, quando scendono in campo i leaders c'è da piangere.
Pierferdinando Casini, Udc, dichiara che se non fosse cristiano penserebbe alla pena di morte.
Il suo collega di partito Baccini chiede i lavori forzati.
Maurizio Gasparri, An, afferma che siccome ci sono le confessioni, è inutile aspettare oltre lunedì per la condanna: "niente lungaggini burocratiche", afferma.
Rutelli, Margherita, è colui che ci specula di più. Dice che il governo in cinque anni s'è occupato delle leggi ad personam e non delle leggi per i più deboli. Il ministro Castelli ha buon gioco a ricordargli che, non da oggi ma da sempre, è previsto l'ergastolo con isolamento diurno e che, più oltre, ci sarebbe solo la morte: "forse Rutelli allude a quello", risponde.
No, Rutelli alludeva a quanto scritto a "La Stampa" da una anonima signora: "col bel governo che ci troviamo, uccidi una persona e dopo sei mesi sei fuori". Di testa, signora, di testa.

Ricapitolando: la politica italiana segue l'onda del qualunquismo e dell'emozione. I politici parlano di Tommy come se fosse un fatto politico (lo fa Rutelli), si lasciano all'intemperanza (lo fanno Gasparri e Baccini), mostrano problemi di coscienza con la dottrina cristiana (lo fa Casini).
Direi che la posizione più grave è proprio quella di codesti cattolici della politica, che quando si parla d'eutanasia si sbracciano a difesa della vita umana, ma quando si parla di delinquenti no, quasi quasi bisognerebbe mandarli a morte con l'omicidio di Stato.

Naturalmente, in Tocque-Ville non potevano mancare coloro che la pensano diversamente: Penadimorte.BlogSpot.Com.

Pubblicato il 3/4/2006 alle 17.46 nella rubrica Politica italiana.

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