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Hasta la libertad a Cuba

"Arrestato": così stava scritto nel sms che Francesco Battistini è riuscito a inviare ai colleghi della redazione del Corriere della Sera.
Battistini era a L'Avana per seguire un incontro di dissidenti del regime di Fidel Castro, il quale sta cercando di ribellarsi all'iniziativa dell’economista Martha Roque Cabello e della "Associazione per la promozione della società civile a Cuba", da lui guidata, e di cui oggi è previsto un convegno in una casa privata.

Prima di Battistini, infatti, nella notte erano stati fermati (e poi espulsi) due giornalisti polacchi. E il 17 maggio altri due polacchi, ma europarlamentari, appena scesi dall'aereo a L'Avana erano stati costretti a ridecollare verso l'Europa.
Stessa cosa accaduta a un deputato tedesco e a un senatore ceco, per cui c'è già stata una risposta ufficiale dell'Unione Europea.

Non solo. Su "L'Opinione", Stefano Magni fa il punto delle strane manovre di Castro in questi giorni:

Antuan Clemente Hernandez, uno dei promotori dell’evento, è scomparso lo scorso 16 maggio. Il 12 maggio aveva ricevuto una diffida dalla polizia politica. Non è l’unico. Un altro organizzatore, Emilio Leyva, presidente del “Frente Linea Dura”, è stato convocato dalla polizia politica il 16 maggio. Pare gli abbiano dato istruzioni precise: tenersi pronto per presentarsi alla stazione di polizia non appena gli venga richiesto. Non è un metodo inconsueto per la polizia politica cubana, così come non è inconsueto tenere in ostaggio i parenti stretti degli oppositori, nel momento in cui questi possono dare fastidio al regime. Lo stesso Leyva riferisce che, all’alba del 16 maggio, la polizia aveva già “fatto visita” alla moglie a suo figlio (un bambino di sei anni) minacciando di trattenerli. Alla stessa Martha Roque hanno staccato il telefono.


Intanto, però, l'assemblea dell'associazione è regolarmente iniziata e M. Roque Cabello ha dichiarato davanti a 200 persone che continuerà a lavorare per la libertà a Cuba.

Gli "anticastristi" erano stati debitamente avvertiti
, nei giorni scorsi, ad esempio da un articolo apparso online ("Il passo falso dei dissidenti") che, in parole molto povere, associando la Roque Cabello a Bush sostiene come questo "dissenso" sia pilotato dagli Usa e, quindi, sostenerlo "denota anche un servilismo verso gli Stati Uniti ed una miopia politica che non possono non far riflettere anche i nemici più feroci del governo di Cuba.".
Un passaggio molto pericoloso per un'area politica che, in questo stesso periodo, sta ricordando con gioia l'aiuto di Stalin nella liberazione dal nazismo in Europa.

Pubblicato il 20/5/2005 alle 20.23 nella rubrica Regimi.

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