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Coca

Il consumo "spaventoso" di cocaina spaventa Amato, ministro degli Interni, che non sa come fare per evitare che nella sola Napoli venga sequestrata una tonnellata di coca in un anno.
In effetti nel mondo occidentale pippano tutti. Al bar, in ufficio, in Parlamento, in discoteca, in auto col travestito, in auto senza il travestito, pure nei cessi dell'università prima di certi esami.

La coca sostituisce tutte le droghe legali che ti assicurano un po' di divertimento, dall'alcool al viagra, ti fa sentire potente. Probabile e da indagare se la droga sia un antidoto della società stessa.
Discorso difficile. E' però una realtà che negli anni '80, quelli del mini-boom, la facesse da padrona l'eroina, la droga dei maudites, di quelli che al benessere ostentato rispondevano 'fanculo, e preferivano le canzoni dei Cure a quelle dei Duran Duran, la ricerca di un po' di profondità rispetto ai gridolini pagati con sonori biglietti da un deca.

Adesso che i sistemi economico-sociali dell'Occidente stanno a malapena a galla, è la cocaina la droga più diffusa. Una droga che ti fa sentire forte, sicuro, saldo. Che ti fa credere di poter fare qualunque cosa. Sì, un antidoto.

Amato forse era sincero nel suo disappunto. Sperava che un appello apparentemente dettato da impotenza ("dovete esser voi a smettere, non più noi a controllare") facesse effetto sui nasi dei pippaioli di turno. Ma ho il sospetto che non sia servito.
Il segreto sta invece nel riconoscere che esistono dei limiti, nella vita, e che volerli superare senza le proprie forze significa auto-ingannarsi.
Ma finisce per essere un discorso educativo e anche un po' moralista.

Pubblicato il 2/2/2007 alle 15.36 nella rubrica Specchio.

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