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Il 66% degli insegnanti ha votato per l'Ulivo

Torno. Forse. Dopo un bel po' di silenzio, forse torno. A volte bisogna aspettare mesi per avere qualcosa di sensato da scrivere, a volte basta un guizzo istintivo una mattina d'autunno per incazzarsi. E così eccomi qua. Abbastanza incazzato.

Il 66% degli insegnanti ha votato per l'Ulivo. In realtà il dato è vecchio, risale alle elezioni del 2001, ma di sicuro non si sarà stravolto.

Ulivo. Quello che adesso è al governo. Quello che sta per attuare una "cura dimagrante" per la scuola, definizione di Kataweb (gruppo Repubblica-Espresso).
Vediamo in cosa consiste la cura dimagrante. Consiste in 50mila posti di lavoro in meno, di cui 42mila cattedre, in tre anni. Così suddivisi:

• 19mila cattedre e 7mila non docenti incrementando il numero di alunni per classe, in ogni ordine di scuola.
• 3.600 cattedre e 1.000 non docenti diminuendo del 10% il numero dei bocciati nel primo biennio della scuola superiore.
• 2.656 cattedre diminuendo da 40 a 36 le ore settimanali nel primo biennio degli istituti professionali.
• 12mila insegnanti elementari che attualmente insegnano solo inglese (da sostituire con gli insegnanti già in ruolo che non possono insegnare inglese oggi, da specializzare).
• 4.617 insegnanti pagati senza insegnare perché in sovrannumero, che saranno riconvertiti (non si capisce a cosa).

A ciò si aggiunge il programma di assunzione degli insegnanti ora non in ruolo. Il ministro della Pubblica Istruzione, Fioroni, aveva appena promesso che sarebbero stati 150mila in tre anni. Padoa Schioppa gli getta in faccia l'acqua fredda (al collega e agli aspiranti docenti), prevedendo non più di 74mila immissioni in ruolo: meno della metà.

Il governo progetta quindi un taglio feroce e repentino nel mondo della scuola (altro che cura dimagrante), peraltro programmando perfino il numero dei bocciati. Mi chiedo come un insegnante possa ancora votare per l'Ulivo.

Pubblicato il 17/10/2006 alle 10.33 nella rubrica Politica italiana.

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