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idee e riflessioni


Diario


10 giugno 2004

Una pagina per il mio quartiere

San Siro, a Milano, è lo stadio. E' il tempio del calcio.
E' una totale confusione di automobili ogni domenica pomeriggio.

A Milano, ci sono quattro o cinque diversi San Siro. Ci sono le ville dei calciatori e dei potenti. Ci sono le case popolari costruite da Mussolini.
E in mezzo, i palazzi residenziali che dagli anni '50 hanno fatto di questa zona un quartiere né bello né brutto.
Tra le ville con la vigilanza privata e le case popolari c'è una strada, ma sembra che ci sia un oceano. I muri con l'intonaco che cade sui marciapiedi, l'emarginazione e la vita dura. Lo Iacp che vende gli appartamenti e non controlla dopo la vendita. Gli appartamenti che, vuoti, vengono subito occupati da immigrati irregolari, nullafacienti, protetti da chissà quale cupola.
Le belle macellerie islamiche, il kebap, le botteghe con gli oggetti d'oriente, i negozi di telefonia verso l'estero.

La criminalità dilagante, l'insicurezza. Le trenta telecamere promesse dal Comune e non ancora installate.
Le famiglie arabe che fanno la spesa ai mercati di Via Osoppo e Via Zamagna, assieme a "noi". Noi e loro. Convivenza. Qualche problema.
Le ragazze non vogliono più prendere l'autobus. Non vogliono più prendere il "16" che sferraglia verso lo stadio fino all'una di notte.
Una volta, c'erano le sparatorie davanti ai bar. Mafiosi ammazzati in P.le Selinunte. Ora c'è una paura più diffusa, più latente, più comune. Più difficile da ammazzare.

Ora, i negozi tradizionali chiudono. Soffocati dagli ipermercati, per loro c'è sempre spazio, c'è sempre tempo ("Fate presto con quel centro commerciale / per stasera lo dovete finire / e per anni queste case popolari / continueranno a marcire", Punkreas, "Sfratto").

Il cuore di San Siro, senza biblioteca. Nuovi parcheggi sotterranei. Nuove realtà da studiare, nuove interazioni. I cani a passeggio come sempre. Vie buie, dimenticate, senza aria per respirare.

Poco lontano di qui, però, c'è il verde. La montagnetta orgoglio di Milano ferita dai bombardamenti che ha fatto delle macerie un "Monte Stella". E il Parco di Trenno. Grandioso, luminoso. Il Boscoincittà, un bosco nella città. Le domeniche pomeriggio a prendere il sole e a rinfrescarsi con l'ombra delle piante. L'autostrada che in mezz'ora porta ai laghi. I vecchi che ricordano la spola verso l'ippodromo, i campetti dove si giocava a pallone. La quiete delle unidici di sera.

Aggrappiamoci ai ricordi per sognare il futuro.




permalink | inviato da il 10/6/2004 alle 16:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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