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idee e riflessioni


Diario


21 maggio 2006

I liberali demagoghi e quelli veri

Mi spiace dirlo ma Marco Marsili si è smascherato da solo in questi giorni.
Marsili è il segretario "nazionale" della Federazione dei Liberaldemocratici, già candidato nel 2004 assieme a Ombretta Colli (CdL) e poi nel 2005 da solo alle regionali e nel 2006 alleato di Di Pietro (Unione) alle politiche e, adesso, cioè due mesi dopo, di nuovo da solo per le comunali milanesi. Da solo per modo di dire: ha creato il clone della Rosa nel Pugno con un accordo con Bobo Craxi.

In che senso si è smascherato? Nel senso che, a una settimana dalle elezioni, sta giocando una carta a mio avviso pericolosamente demagogica e ben poco liberale. Il comunicato stampa parla chiaro:

1. Moratoria sulle multe per divieto di sosta (di sei mesi);
2. Sanatoria sulle multe ancora da pagare (ci si libera pagando il 30%);
3. Nel frattempo (in sei mesi!) creare il piano trasporti e parcheggi.

Nei volantini la compagnia ci va giù ancora più duramente:
"No alle strisce gialle e blu, no alla rimozione selvaggia, no all'impiego degli ausiliari. BASTA MULTE".

Ma come sarebbe a dire "basta multe"? Questi liberalsocialisti credono davvero che sia sufficiente dire basta multe, no alle strisce, no alla rimozione, per avere qualche voto in più?
Una città come Milano, il cui problema principale è proprio la triade viabilità-traffico-parcheggi, non può restare sei mesi senza multe per divieto di sosta. Sarebbe un casino allucinante!

Il problema non è una multa in più o in meno. Il problema è dare i mezzi pubblici a chi va alle Colonne di S. Lorenzo alla sera. E' favorire il nascere di altre zone del tempo libero fuori dal centro. E' anche, certo, dare ordine ai Vigili Urbani di essere flessibili in alcuni casi. Ma esclamare "basta multe" è da demagogia pura.

Il volantino peraltro si contraddice. Prosegue infatti così: "La sosta deve essere regolata dalle disposizioni dei consigli di zona e NON dal comune".
Il che significa, come capirebbe anche un bambino, più strisce gialle e blu, più rimozione selvaggia e possibilmente più ausiliari della sosta. Ogni consiglio di zona, infatti, sarebbe pressato dal "Not In My Backyard" (NIMB) rovesciato, ovvero dalle pressioni dei residenti per avere parcheggi quasi interamente riservati a loro.

Pensate a cosa succederebbe nel centro storico, il cui consiglio di zona è eletto da una netta minoranza rispetto a chi il centro storico lo vive effettivamente. Pensateci.

E poi non votate per i demagoghi. Ma per i liberali veri.

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